bipartisan
due eventi quasi contemporanei, la sentenza del giudice del Tribunale dell’Aquila sul crocifisso che ha scatenato tante polemiche e l’assoluzione di Andreotti, al di là dello strumentale fumus bondiano, richiederebbero finalmente che la nostra classe politica la smettesse di sfuggire alla propria responsabilità di decidere nascondendosi dietro le toghe dei magistrati, i quali potrebbero così tornare nell’ombra che si addice loro; ma per giungere lì occorrono governanti capaci di governare, cioè di prendere posizione e non di “stare al vento”, di essere da guida ai loro elettori e non a rimorchio dei sondaggi, di dire fuor di denti (e di praticare nella compilazione delle liste) che Andreotti, ma anche molti altri, sono “politicamente” impresentabili, e come li giudichi la magistratura è irrilevante, e capaci di accompagnare in modo armonico le modifiche sostanziali della nostra società, sia che si tratti di culture e religioni diverse, sia di abitudini e morali che evolvono
in assenza di scelte, la classe politica continuerà nella finta contrapposizione fra giustizialisti filo-magistrati e garantisti anti-magistrati, e noi cittadini continueremo a vagolare in un limbo in cui termini quali onestà, correttezza, senso della comunità, libertà come limite, continueranno a poter stare in bocca a tutti, dal “picciotto” al poliziotto